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	<title>Associazione Culturale NoiAssociazione Culturale Noi | Associazione Culturale Noi</title>
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	<description>Periodico di Informazione Socio Culturale - Salerno</description>
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		<title>Agenda storica della Provincia di Salerno</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 09:29:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noemi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché l’agenda storica della provincia di Salerno? Scorrendo le pagine del progetto per la realizzazione dell’agenda storica della provincia di Salerno, si resta alquanto sorpresi. Tuttavia, pur essendo una vera agenda, è caratterizzata da un’esclusività che la rende unica. Per farla breve, si è compiuta una sorta di operazione bipartisan per andare in contro ai desideri di chi preferiva un’agenda con tutti i crismi dell’agenda. Un’operazione abbastanza nuova nel campo, ma sicuramente destinata a suscitare ampi consensi. Un’operazione soprattutto culturale, perché i trascorsi della nostra provincia sono ricchi di storia, avvenimenti, notizie demografiche, ecc. L’agenda, tutta a colori, è composta da 192 pagine con fotografie inedite di ogni paese; la sua storia, le origini, le tradizioni, la cucina, le feste popolari e tutto quello che il lettore vuol sapere. Il contenuto è essenziale per dare spazio sia all’agenda che alle notizie demografiche con una particolare attenzione ai sindaci di ogni paese. Tutto questo potrebbe far pensare a un’opera pesante e noiosa. Invece l’agenda è un volume di veloce, rapida consultazione, il linguaggio è semplice e di immediata comprensione, le immagini chiare, le notizie scrupolosamente elaborate e precise. Il volume, sicuramente elegante e piacevole, può essere anche personalizzato per coloro che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/07/DSC02090.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-73" style="border: black 1px solid;" title="DSC02090" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/07/DSC02090-300x140.jpg" alt="" width="300" height="140" /></a>Perché l’agenda storica della provincia di Salerno? Scorrendo le pagine del progetto per la realizzazione dell’agenda storica della provincia di Salerno, si resta alquanto sorpresi. Tuttavia, pur essendo una vera agenda, è caratterizzata da un’esclusività che la rende unica. Per farla breve, si è compiuta una sorta di operazione bipartisan per andare in contro ai desideri di chi preferiva un’agenda con tutti i crismi dell’agenda.<br />
Un’operazione abbastanza nuova nel campo, ma sicuramente destinata a suscitare ampi consensi. Un’operazione soprattutto culturale, perché i trascorsi della nostra provincia sono ricchi di storia, avvenimenti, notizie demografiche, ecc.<br />
L’agenda, tutta a colori, è composta da 192 pagine con fotografie inedite di ogni paese; la sua storia, le origini, le tradizioni, la cucina, le feste popolari e tutto quello che il lettore vuol sapere.<br />
Il contenuto è essenziale per dare spazio sia all’agenda che alle notizie demografiche con una particolare attenzione ai sindaci di ogni paese.<br />
Tutto questo potrebbe far pensare a un’opera pesante e noiosa. Invece l’agenda è un volume di veloce, rapida consultazione, il linguaggio è semplice e di immediata comprensione, le immagini chiare, le notizie scrupolosamente elaborate e precise.<br />
Il volume, sicuramente elegante e piacevole, può essere anche personalizzato per coloro che intendono acquistarne anche un piccolo quantitativo (ad esempio commercianti, aziende, industrie, enti, scuole e associazioni).<br />
L’agenda è redatta da storici, ricercatori, giornalisti, professori universitari, che ne fanno un pezzo di assoluto valore, artistico e culturale, da conservare gelosamente nella propria libreria.<br />
Per chi la volesse usare solamente come agenda, consigliamo caldamente di acquistarne almeno 2 copie visto il prezzo accessibile (nonostante la crisi) a tutte le tasche.<br />
A tutti gli acquirenti sarà donata una gradita sorpresa (carta geografica, penna, orologio da scrivania, ecc.).</p>
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		<title>Giffoni Film Festival &#8211; 12/21 luglio 2011</title>
		<link>http://www.assonoi.it/news/giffoni-film-festival-1221-luglio-2011.html/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 09:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noemi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Manca poco all&#8217;inizio dell&#8217;attesissimo &#8220;Giffoni Film Festival&#8221;, manifestazione di grande prestigio che, nel corso degli anni, ha assunto sempre più visibilità e importanza a livello internazionale. Tantissimi gli ospiti che, come ogni anno, si alterneranno sul tappeto rosso. Tra i nomi più in vista vanno citati: Edward Norton, Hilary Swank, Luciana Littizzetto, Ezio Greggio, Valeria Golino, Lino Banfi, Aldo, Giovanni e Giacomo e molti altri ancora. Tra le anteprime cinematografiche previste, invece, la più attesa è sicuramente &#8220;Harry Potter e i doni della morte parte II&#8221;, ultimo film della saga composta da otto capitoli, tratta dai romanzi della scrittrice inglese  J. K. Rowling. Per le pellicole italiane, la più esilarante è senza ombra di dubbio quella firmata da Ezio Greggio: &#8220;Box Office 3D &#8211; il film dei film, geniale parodia dei film americani più importanti degli ultimi anni: Il Codice Da Vinci, Il Gladiatore, Il Signore degli anelli, The fast and the furious, Harry Potter, Twilight e Avatar.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/07/giffoni-film-festival.jpg"></a><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/07/giffoni-film-festival1.jpg"></a><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/07/giffoni-film-festival2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-70" title="giffoni-film-festival" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/07/giffoni-film-festival2-300x140.jpg" alt="" width="300" height="140" /></a>Manca poco all&#8217;inizio dell&#8217;attesissimo &#8220;Giffoni Film Festival&#8221;, manifestazione di grande prestigio che, nel corso degli anni, ha assunto sempre più visibilità e importanza a livello internazionale. Tantissimi gli ospiti che, come ogni anno, si alterneranno sul tappeto rosso. Tra i nomi più in vista vanno citati: Edward Norton, Hilary Swank, Luciana Littizzetto, Ezio Greggio, Valeria Golino, Lino Banfi, Aldo, Giovanni e Giacomo e molti altri ancora.<br />
Tra le anteprime cinematografiche previste, invece, la più attesa è sicuramente &#8220;Harry Potter e i doni della morte parte II&#8221;, ultimo film della saga composta da otto capitoli, tratta dai romanzi della scrittrice inglese  J. K. Rowling.<br />
Per le pellicole italiane, la più esilarante è senza ombra di dubbio quella firmata da Ezio Greggio: &#8220;Box Office 3D &#8211; il film dei film, geniale parodia dei film americani più importanti degli ultimi anni: Il Codice Da Vinci, Il Gladiatore, Il Signore degli anelli, The fast and the furious, Harry Potter, Twilight e Avatar.</p>
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		<title>L&#8217;Associazione Culturale &#8220;Noi&#8221; seleziona manoscritti inediti</title>
		<link>http://www.assonoi.it/cultura/lassociazione-culturale-noi-seleziona-manoscritti-inediti.html/</link>
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		<pubDate>Thu, 30 Jun 2011 10:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noemi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra Associazione Culturale valuta manoscritti inediti, anche di autori esordienti, per la pubblicazione. Si offrono: - correzione delle bozze; - consulenza gratuita per il perfezionamento della forma del libro; - realizzazione copertina e stampa del libro; - distribuzione librerie; - pubblicizzazione del libro alla radio, alla tv, su internet, con interviste all’autore. Inviare i manoscritti via e-mail all’indirizzo di posta elettronica info@assonoi.it, o tramite posta ordinaria all’indirizzo: Associazione Culturale “Noi” via L. Liguori n. 2/E, 84135 – Salerno, assieme a una breve biografia dell’autore. Gli autori dei manoscritti considerati idonei alla pubblicazione riceveranno una proposta editoriale dalla nostra Associazione Culturale. I manoscritti non verranno restituiti. Si assicurano massima serietà, professionalità e risultati finali di grande qualità.                                                                                                                     Il Presidente                                                                                                                         Pietro Ferraioli                                                                                                               (giornalista – editore)]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/libro3.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-62" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px; border: black 1px solid;" title="libro" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/libro3-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a>La nostra Associazione Culturale valuta manoscritti inediti, anche di autori esordienti, per la pubblicazione.<br />
Si offrono:</h3>
<p>- correzione delle bozze;<br />
- consulenza gratuita per il perfezionamento della forma del libro;<br />
- realizzazione copertina e stampa del libro;<br />
- distribuzione librerie;<br />
- pubblicizzazione del libro alla radio, alla tv, su internet, con interviste all’autore.</p>
<p>Inviare i manoscritti via e-mail all’indirizzo di posta elettronica <a href="mailto:info@assonoi.it">info@assonoi.it</a>, o tramite posta ordinaria all’indirizzo: Associazione Culturale “Noi” via L. Liguori n. 2/E, 84135 – Salerno, assieme a una breve biografia dell’autore.<br />
Gli autori dei manoscritti considerati idonei alla pubblicazione riceveranno una proposta editoriale dalla nostra Associazione Culturale.<br />
I manoscritti non verranno restituiti. Si assicurano massima serietà, professionalità e risultati finali di grande qualità.</p>
<p style="text-align: right;">                                                                                                                    Il Presidente<br />
                                                                                                                        Pietro Ferraioli <br />
                                                                                                             (giornalista – editore)</p>
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		<title>Investire oggi: Le gestioni separate</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 21:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noemi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo prodotto finanziario può rappresentare, in questo momento economico, una modalità di investimento sicura e con un minimo garantito &#8211; L’operazione potrebbe anche essere un’alternativa ai titoli di stato e ai classici pronti contro termine Al giorno d’oggi stiamo vivendo un momento economico caratterizzato da una ripresa che stenta a decollare e da tassi di interesse particolarmente bassi. Tutto ciò se da un lato favo-risce l’indebitamento e chi si trova a pagare le rate di un mutuo per acquisto casa, dall’altro pone chi vuole investire le sue disponibilità davanti alla scelta di non avere dei rendimenti elevati che possano permettere di ottenere un’adeguata remunerazione del proprio capitale se non aumentando il livello di rischio del proprio portafoglio attraverso una quota di investimenti in prodotti azionari. Questa affermazione risulta ancora più vera quanto maggiore è la nostra avversione al rischio e alla volatilità dei rendimenti e abbiamo un profilo di rischio PRUDENTE. In tal caso abbiamo davanti a noi poche alternative rappresentate dalle offerte in Pronti Contro Termine, dal tasso di interesse attivi sui Conti Correnti o Conti Depositi on Line e dai Titoli di Stato. Per quanto riguarda i Pronti contro Termine e i tassi creditori concorrenziali sui C/C di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/investire.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-30" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="investire" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/investire-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a></p>
<p>Questo prodotto finanziario può rappresentare, in questo momento economico, una modalità di investimento sicura e con un minimo garantito &#8211; L’operazione potrebbe anche essere un’alternativa ai titoli di stato e ai classici pronti contro termine</p>
<p>Al giorno d’oggi stiamo vivendo un momento economico caratterizzato da una ripresa che stenta a decollare e da tassi di interesse particolarmente bassi. Tutto ciò se da un lato favo-risce l’indebitamento e chi si trova a pagare le rate di un mutuo per acquisto casa, dall’altro pone chi vuole investire le sue disponibilità davanti alla scelta di non avere dei rendimenti elevati che possano permettere di ottenere un’adeguata remunerazione del proprio capitale se non aumentando il livello di rischio del proprio portafoglio attraverso una quota di investimenti in prodotti azionari.<br />
Questa affermazione risulta ancora più vera quanto maggiore è la nostra avversione al rischio e alla volatilità dei rendimenti e abbiamo un profilo di rischio PRUDENTE.<br />
In tal caso abbiamo davanti a noi poche alternative rappresentate dalle offerte in Pronti Contro Termine, dal tasso di interesse attivi sui Conti Correnti o Conti Depositi on Line e dai Titoli di Stato. Per quanto riguarda i Pronti contro Termine e i tassi creditori concorrenziali sui C/C di solito sono delle offerte riservate a nuovi clienti degli istituti bancari (in tal caso parliamo di offerte per il cosiddetto Denaro Fresco) e di durata molto limitata al massimo 12 mesi (ma generalmente coprono un arco temporale di 3 – 6 mesi), mentre per quanto riguarda i Titoli di Stato siamo davanti all’alternativa dei Bot (per scadenze inferiori all’anno) o ai titoli CCT e BTP di durata maggiore ma che, come altri titoli di medio lungo periodo, hanno una quotazione sul mercato obbligazionario e possono comportare una perdita in conto capitale se smobilizzati prima della loro naturale scadenza.<br />
Inoltre, sia per i Pronti Contro Termine che per i Titoli di Stato è obbligatoria l’apertura di un deposito titoli con il conseguente obbligo di pagare allo Stato 34,20 Euro di bolli annui, cosa che comporta, soprattutto in caso di investimenti sotto i 10.000 Euro una limatura dei rendimenti abbastanza consistente.<br />
Per la clientela con un profilo di rischio basso un’alternativa da valutare può essere rappresentata dagli Investimenti Assicurativi denominati Polizze a Gestione Separata Rivalutabili. Di che tipo di investimento si tratta e che caratteristiche hanno? Quali sono i suoi pro e i suoi contro?<br />
Queste Polizze sono delle gestioni di fondi obbligazionari che garantiscono ogni anno un rendimento pari al maggiore tra il risultato della gestione obbligazionaria e un minimo garantito annuo (che di solito è abbastanza vicino al rendimento dei bot semestrali o annuali).<br />
Schematizzando si possono andare ad analizzare gli aspetti positivi del prodotto finanziario, che sono di gran lunga superiori ai loro limiti:<br />
- Durata Investimento: è pari a 12 mesi, oltre tale data l’investimento e smobilizzabile in qualsiasi momento retrocedendo al cliente il capitale investito più gli interessi attivi maturati fino al giorno dello smobilizzo<br />
- Garanzia del capitale: questi investimenti prevedono la garanzia del capitale versato al netto delle eventuali commissioni iniziali pagate (tale clausola è presente su tutti i contratti)<br />
- Rendimento minimo garantito riconosciuto anno per anno dalla compagnia assicurativa<br />
- Impignorabilità ed insequestrabilità delle somme investite, in quanto tali somme non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare<br />
- Costi ridotti in quanto non è necessario aprire un deposito titoli o un conto corrente per accedere a tale investimento (non si pagano quindi i bolli allo Stato)<br />
- Tassazione al 12,5% differita sui profitti maturati solo al momento della chiusura o dello smobilizzo parziale<br />
- Tali investimenti, grazie alla loro componente assicurativa, danno la possibilità al sottoscrittore di nominare uno o più beneficiari del capitale maturato a scadenza, anche fuori dall’asse ereditario</p>
<p>I limiti, pochi, sono rappresentati dal capitale minimo da investire, che di solito si aggira tra i 2.500 Euro ed i 5.000 Euro e dal vincolo obbligatorio di mantenimento dell’investimento per i primi 12 mesi.</p>
<p>                                                                                                                          Filippo Ispirato</p>
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		<title>Questo è un paese per vecchi</title>
		<link>http://www.assonoi.it/news/questo-e-un-paese-per-vecchi.html/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 21:50:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noemi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In un paese “normale” la classe dirigente è composta da professionisti competenti che agiscono in maniera coordinata per la risoluzione dei problemi, in maniera rapida, economica e ragionata. La classe dirigente di un paese industrializzato organizza e gestisce sezioni fondamentali del paese. La classe dirigente collabora e, talvolta ne è parte integrante, con la classe politica, eletta liberamente dal popolo sovrano. La classe politica emana leggi per tutti i cittadini al fine di facilitare la burocrazia, favorire l’occupazione e dare giustizia uguale e per tutti. Analizzando con cura la classe dirigente italia-na notiamo che un esponente tipo è un uomo, nato in provincia ed ha mediamente 60 anni. In Italia l’età media delle classi dirigenti supera di 3 anni e mezzo l’età media del resto della popolazione, una situazione opposta si verifica in Francia o in Gran Bretagna, dove i membri delle classi dirigenti sono leggermente più giovani del resto della popolazione. Come conseguenza la classe dirigente italiana risulta essere la più vecchia; a seguire, in ordine progressivo di anzianità, si trovano la classe dirigente tedesca, francese e quella inglese, che in media risulta essere di 3 anni più giovane. Una seconda caratteristica delle classi dirigenti domestiche è il basso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/marcegaglia.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-26" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Emma Marcegaglia" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/marcegaglia-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a></p>
<p>In un paese “normale” la classe dirigente è composta da professionisti competenti che agiscono in maniera coordinata per la risoluzione dei problemi, in maniera rapida, economica e ragionata.</p>
<p>La classe dirigente di un paese industrializzato organizza e gestisce sezioni fondamentali del paese. La classe dirigente collabora e, talvolta ne è parte integrante, con la classe politica, eletta liberamente dal popolo sovrano. La classe politica emana leggi per tutti i cittadini al fine di facilitare la burocrazia, favorire l’occupazione e dare giustizia uguale e per tutti.</p>
<p>Analizzando con cura la classe dirigente italia-na notiamo che un esponente tipo è un uomo, nato in provincia ed ha mediamente 60 anni. In Italia l’età media delle classi dirigenti supera di 3 anni e mezzo l’età media del resto della popolazione, una situazione opposta si verifica in Francia o in Gran Bretagna, dove i membri delle classi dirigenti sono leggermente più giovani del resto della popolazione. Come conseguenza la classe dirigente italiana risulta essere la più vecchia; a seguire, in ordine progressivo di anzianità, si trovano la classe dirigente tedesca, francese e quella inglese, che in media risulta essere di 3 anni più giovane.</p>
<p>Una seconda caratteristica delle classi dirigenti domestiche è il basso livello di istruzione in confronto con gli altri paesi: in Italia solo il 31% è laureato, contro il 51% degli inglesi, il 58% dei francesi e il 65% dei tedeschi. Questo può in parte essere collegato al più basso livello di scolarizzazione degli italiani, specialmente in riferimento alle generazioni più anziane. Ma sicuramente è anche dovuto alla minor richiesta di credenziali educative per l’accesso a molte professioni. Infine la terza caratteristica che si può considerare è la distribuzione dei generi. In Italia la quota di donne nelle classi dirigenti è pari ad un quarto (24%), contro l’un terzo di francesi (33%) e inglesi (36%).(fonteUNIMI). Queste caratteristiche sono il segno di una società arcaica che vede negli anziani e nei maschi i depositari della saggezza e della conoscenza. Peccato che viviamo in una società moderna. E’ questo paradosso di fondo che porta ad uno scollamento tra la domanda di partecipazione e la selezione dell’ingresso delle classi dirigenti e di conseguenza sviluppa criteri di ingresso di carattere relazionale, basato sulla conoscenza piuttosto che sui meriti reali. In questo sistema la risorsa più importante consiste nell’appartenenza ad una rete relazionale, sia essa quella di una dinastia, di una organizzazione o di un partito. Ma a cosa porta questo sistema?</p>
<p>Tutto mi appare più chiaro Mi appare chiaro perché L’Italia sia l’ unico paese che perde o spreca i finanziamenti concessi dall’Unione Europea per la realizzazione di infrastrutture indispensabili alla mobilità in città. L’esempio di Roma è eclatante. Mi appare chiaro perché abbiamo la maggior evasione fiscale. Perché abbiamo il primato delle auto blu: tra stato, regioni, province, comuni, enti pubblici e società miste pubblico-private, in totale 574.215 automobili ed oltre 100 fra ministri, vice ministri e sottosegretari. Perché nonostante si abbia il patrimonio artistico-culturale e archeologico (nel nostro paese non esiste la figura professionale dell’archeologo) più importante del mondo, abbiamo la più bassa scolarizzazione e occupazione d’Europa, con una disoccupazione all’ 8,6%.Perché siamo al 22° posto nella Ue per numero di famiglie connesse a internet.</p>
<p>Perché siamo il paese europeo che produce più diossina, per una gestione criminale del ciclo dei rifiuti. E perché siamo gli ultimi sul terreno dello sviluppo e dell’innovazione con il sud Italia che è la regione più povera d’Europa.Ci raccontano di una ritardo endemico, di un presunto fatalismo figlio di un cattolicesimo pagano, di soluzioni di emergenza che non hanno altro fine che arricchire il potentato di turno, quando il vero problema è che da anni siamo fermi al capolinea dell’inefficienza, per colpa di una classe dirigente che si bea della propria incompetenza e che è sempre più focalizzata sui propri interessi e sempre meno rivolta al perseguimento dell’interesse comune e alla visione complessiva del benessere dei cittadini.<br />
Buonafortuna.</p>
<p>Filippo Trotta</p>
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		<title>De Luca: una vittoria da primato</title>
		<link>http://www.assonoi.it/news/de-luca-una-vittoria-da-primato.html/</link>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 21:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>noemi</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati delle Elezioni Amministrative nel Comune di Salerno parlano chiaro: Vincenzo De Luca, detto anche “Vicienzo ‘a funtanella”, ha ottenuto un vero e proprio plebiscito di preferenze. I risultati definitivi hanno registrato uno straordinario 75% per De Luca. La forbice tra il candidato del centrosinistra e Anna Ferrazzano, appoggiata dal centro destra, è impressionante: quest’ultima ha registrato il 16,98% di preferenze. Vincenzo De Luca, uscito sconfitto alle scorse elezioni regionali in Campania videro prevalere il candidato del Pdl Caldoro, invece De Luca è molto amato nella sua città. Secondo un sondaggio di Governance Poll, diffuso nel gennaio 2011, De Luca è tra i primi tre sindaci, assieme a Firenze e Torino, più graditi dagli italiani. Non è un primato nuovo quello di De Luca, che è alla guida della città per il terzo mandato. Tra i meriti della sua azione di governo c’è la pluripropagandata costituzione di una “città giardino” a Salerno: ovverosia una città estremamente vivibile e a misura d’uomo, attenta all’ambiente (circa il 70% dei rifiuti viene riciclato) e agli spazi condivisi, distante anni luce da quelli che sono i problemi di traffico e emergenza rifiuti che attanagliano Napoli. De Luca è anche promotore di un’immagine nuova [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/deluca.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-22" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="deluca" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/deluca-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a></p>
<p>I dati delle Elezioni Amministrative nel Comune di Salerno parlano chiaro: Vincenzo De Luca, detto anche “Vicienzo ‘a funtanella”, ha ottenuto un vero e proprio plebiscito di preferenze. I risultati definitivi hanno registrato uno straordinario 75% per De Luca. La forbice tra il candidato del centrosinistra e Anna Ferrazzano, appoggiata dal centro destra, è impressionante: quest’ultima ha registrato il 16,98% di preferenze.<br />
Vincenzo De Luca, uscito sconfitto alle scorse elezioni regionali in Campania videro prevalere il candidato del Pdl Caldoro, invece De Luca è molto amato nella sua città. Secondo un sondaggio di Governance Poll, diffuso nel gennaio 2011, De Luca è tra i primi tre sindaci, assieme a Firenze e Torino, più graditi dagli italiani. Non è un primato nuovo quello di De Luca, che è alla guida della città  per il terzo mandato.<br />
Tra i meriti della sua azione di governo c’è  la pluripropagandata costituzione di una “città giardino” a Salerno: ovverosia una città estremamente vivibile e a misura d’uomo, attenta all’ambiente (circa il 70% dei rifiuti viene riciclato) e agli spazi condivisi, distante anni luce da quelli che sono i problemi di traffico e emergenza rifiuti che attanagliano Napoli.<br />
De Luca è anche promotore di un’immagine nuova per Salerno: grazie a lui e all’attrazione delle “Luci d’Artista” che illuminano le vie della città da novembre a fine gennaio, Salerno riesce a rendere realtà la destagionalizzazione del turismo; ma  Vincenzo De Luca non mette d’accordo proprio tutti, anzi. Le maggiori critiche vengono mosse a De Luca proprio da una parte della sinistra che riconosce in lui un primo cittadino sceriffo, che si è lasciato andare più volte a dichiarazioni non esattamente edificanti sugli immigrati. Non solo, alla sinistra più rigorosa De Luca non piace perché su di lui pendono diversi procedimenti giudiziari.</p>
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		<title>Il cinema e la storia italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 19:12:55 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Intervista all’attore e regista pugliese che ha incontrato gli studenti universitari dell’ateneo salernitano. L’attore e regista Michele Placido è stato ospite presso l’Università degli Studi di Salerno lo scorso 22 novembre nell&#8217;ambito della manifestazione «Filmidea» abituale appuntamento annuale che ogni anno ospita presso il campus di Fisciano importanti personaggi del mondo del cinema per lezioni ed incontri con gli studenti universitari. Placido, classe 1946, pugliese, ha alle spalle una quasi quarantennale carriera di attore ed ha lavorato con importanti registi come Monicelli, Comencini, Bellocchio, Damiani, i fratelli Taviani, Tornatore. Egli stesso si dedica alla regia ormai da circa vent’anni. Placido, che negli anni scorsi è stato già ospite degli incontri di cinema firmati «Filmidea» presso l’ateneo di Salerno, è spesso presente sul territorio salernitano anche in veste di attore: recentemente ha recitato proprio all’università nello spettacolo «Todo el Amor» ed è stato poi in Costiera Amalfitana, a Scala, per l’inedito spettacolo d’ispirazione dantesca «Amor, ch’a nullo amato… amar perdona». La manifestazione, giunta all’ottava edizione, è dedicata quest’anno ai centocinquant’anni dell’unità d’Italia ed è organizzata dai docenti universitari Piero Cavallo, Gino Frezza, Pasquale Iaccio, Marco Pistoia e Roberto Vargiu. Placido, il suo cinema si intreccia spesso con la storia. Com’è questo rapporto tra i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/michele_placido.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-18" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Michele Placido" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/michele_placido-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a>Intervista all’attore e regista pugliese che ha incontrato gli studenti universitari dell’ateneo salernitano. L’attore e regista Michele Placido è stato ospite presso l’Università degli Studi di Salerno lo scorso 22 novembre nell&#8217;ambito della manifestazione «Filmidea»<span id="more-11"></span> abituale appuntamento annuale che ogni anno ospita presso il campus di Fisciano importanti personaggi del mondo del cinema per lezioni ed incontri con gli studenti universitari.</p>
<p>Placido, classe 1946, pugliese, ha alle spalle una quasi quarantennale carriera di attore ed ha lavorato con importanti registi come Monicelli, Comencini, Bellocchio, Damiani, i fratelli Taviani, Tornatore.</p>
<p>Egli stesso si dedica alla regia ormai da circa vent’anni. Placido, che negli anni scorsi è stato già ospite degli incontri di cinema firmati «Filmidea» presso l’ateneo di Salerno, è spesso presente sul territorio salernitano anche in veste di attore: recentemente ha recitato proprio all’università nello spettacolo «Todo el Amor» ed è stato poi in Costiera Amalfitana, a Scala, per l’inedito spettacolo d’ispirazione dantesca «Amor, ch’a nullo amato… amar perdona». La manifestazione, giunta all’ottava edizione, è dedicata quest’anno ai centocinquant’anni dell’unità d’Italia ed è organizzata dai docenti universitari Piero Cavallo, Gino Frezza, Pasquale Iaccio, Marco Pistoia e Roberto Vargiu.<br />
Placido, il suo cinema si intreccia spesso con la storia. Com’è questo rapporto tra i suoi film e la storia italiana?<br />
«I miei non sono film storici, non raccontano grandi eventi storici, ma sono spaccati su alcune vicende o periodi della storia italiana, oppure storie di personaggi che si rivelano essere squarci sulla condizione sociale italiana, sulla nostra società. “Pummarò” riguarda gli extracomunitari, l’immigrazione, “Le amiche del cuore”le violenze in famiglia e l’incesto, “Un eroe borghese” la mafia, “Romanzo criminale” la Banda della Magliana e “Il grande sogno” il sessantotto».<br />
Un suo ricordo di Florestano Vancini, grande regista scomparso da poco che la diresse nella seconda serie de “La Piovra”.<br />
«Florestano Vancini appartiene a quel gruppo di registi che possiamo definire i maestri della storia contemporanea italiana. “Bronte” è il primo esempio di cinema ispirato alla cronache nascoste dell’unità d’Italia. E’ un film che mi impressionò moltissimo, cancellò improvvisamente tutta la mia cultura storica raccontando una verità scomodissima per il nostro paese e per la nostra storia: in nome dell’unificazione il sud venne raso al suolo. Era un regista civile, come Damiano Damiani. Era un regista capace di trasmettere un forte sentimento di indignazione, una sua emozione personale sul piano civile. E’ molto importante portare all’attenzione della coscienza e dell’opinione pubblica storie di questo genere».<br />
Un giudizio da esperto: un attore si distingue più per la capacità di interpretare un personaggio, per la capacità di farlo suo, o per la sua capacità di recitare in sé e per sé?<br />
«Dipende dall’attore. Faccio un esempio citando due giovani attori italiani. Elio Germano si concentra molto sul personaggio e si interessa poco di rappresentare la sua immagine. Riccardo Scamarcio invece, soprattutto all’inizio, ha cercato di rappresentare il suo ego, la sua bellezza. Io credo che l’attore non rappresenta mai se stesso, rappresenta sempre un personaggio, qualcosa che gli è estraneo».<br />
Quali sono i suoi progetti futuri?<br />
«Andrò a Parigi a girare un film francese con Daniel Auteuil e Vincent Cassel. Si intitola ºLo spioneº e narra di una rapina in banca. E’ un film su commissione, mi hanno chiamato perché volevano me come regista».<br />
Parliamo del suo ultimo film, ºVallanzascaº, che è uscito a gennaio nelle sale italiane ed è stato presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia suscitando molte polemiche.<br />
«All’inizio questo film avevo deciso di non farlo, poi Kim Rossi Stuart ha insistito e mi ha convinto perché voleva assolutamente questo ruolo. Da giovane Vallanzasca era bello, è questo che colpisce la gente, era bellissimo ma era un assassino, un criminale. Poteva capitargli di rapinare una banca, rubare i soldi e poi buttarli via: era capace di questo. Il suo fascino sta nel fatto che non ha mai pensato alla ricchezza, all’accumulo, ma agiva per il puro gusto di compiere il male. Capisco che i parenti delle vittime si lamentino, ma questo è comunque un pezzo di storia d’Italia, non c’è nulla di male a raccontarlo».<br />
Dunque Vallanzasca è un antieroe, un eroe del male.<br />
«Si. Kim Rossi Stuart mi diceva: voglio interpretare Vallanzasca perché quest’uomo è il male in persona, mi interessa andare fino in fondo per capire ‘perché’ si compie il male. Questa è stata da parte sua una dimostrazione di grande intelligenza e grande sensibilità, poiché a tutti piace rappresentare il meglio di sé, far sfoggio della parte più seducente di sé, ma nessuno vuole rappresentare il peggio che è in lui. Questo ‘peggio’ dentro di noi c’è e se un attore riesce, grazie ad un ruolo, a rappresentare anche il peggio, allora raggiunge il massimo. Non a caso, uno scrittore strepitoso, straordinario, il più grande autore teatrale di tutti i tempi, Shakespeare, raggiunge il massimo proprio con i personaggi negativi. Quando andiamo a teatro a vedere “Otello”,  nessuno fa il tifo per Otello, tutte le nostre simpatie vanno sempre a Iago. La trappola che Shakespeare ci tende è incredibile: siamo tutti persone perbene, andiamo a teatro convinti che staremo dalla parte di Otello, ma mentre Iago lo inganna tutti lo deridiamo; quando però vediamo che Otello uccide Desdemona ci rendiamo conto di quello che è successo. Shakespeare ha fatto uccidere Desdemona non solo da Iago, ma da tutti noi».<br />
Lorenzo De Donato</p>
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		<title>Guerrilla gardering</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 19:06:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Con Guerrilla Gardening (termine mutuato dalle innovative azioni di Guerrilla Marketing in campo economico) si intende una forma di giardinaggio che si può definire “politico”, una forma di azione diretta non violenta, praticata oggigiorno non solo da ambientalisti ma anche da semplici cittadini, desiderosi di vedere la propria città e il proprio quartiere più verde. Questi movimenti sono solitamente legati alla permacultura o alle problematiche riguardanti i diritti della terra; sono nati in Inghilterra nella prima metà degli anni novanta per poi diffondersi dapprima nei paesi scandinavi (Danimarca in testa) e successivamente in tutta Europa. In Italia la prima organizzazione ad occuparsi di tale forma di attivismo ecologico è stata Badili Badola di Torino nel 2007. In concreto nelle azioni di guerriglia gardening gli attivisti rilevano un pezzo di terra abbandonato, incolto o degradato, che non gli appartiene, per ripulirlo e farci crescere piante o colture. Azioni di guerriglia gardening sono state messe in atto anche a Salerno. Ho incontrato ed intervistato Francesco De Cesare, ideatore e coordinatore del gruppo in città, che mi ha spiegato le origini, le ragioni e gli scopi del guerriglia gardening. Il gruppo qui è nato con degli scopi ben precisi e mirati: - [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/guerrilla-articolo-21.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-15" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="guerrilla--articolo-2" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/guerrilla-articolo-21-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a>Con <strong>Guerrilla Gardening</strong> (termine mutuato dalle innovative azioni di Guerrilla Marketing in campo economico) si intende una forma di giardinaggio che si può definire “politico”, una forma di azione diretta non violenta, praticata oggigiorno non solo da ambientalisti ma anche da semplici cittadini, desiderosi di vedere la propria città e il proprio quartiere più verde.</p>
<p>Questi movimenti sono solitamente legati alla permacultura o alle problematiche riguardanti i diritti della terra; sono nati in Inghilterra nella prima metà degli anni novanta per poi diffondersi dapprima nei paesi scandinavi (Danimarca in testa) e successivamente in tutta Europa.  In Italia la prima organizzazione ad occuparsi di tale forma di attivismo ecologico è stata Badili Badola di Torino nel 2007.</p>
<p>In concreto nelle azioni di guerriglia gardening gli attivisti rilevano un pezzo di terra abbandonato, incolto o degradato, che non gli appartiene, per ripulirlo e farci crescere piante o colture.</p>
<p>Azioni di guerriglia gardening sono state messe in atto anche a Salerno.<br />
Ho incontrato ed intervistato Francesco De Cesare, ideatore e coordinatore del gruppo in città, che mi ha spiegato le origini, le ragioni e gli scopi del guerriglia gardening.</p>
<p>Il gruppo qui è nato con degli scopi ben precisi e mirati:</p>
<p>-	Ripulire alcuni angoli e zone verdi della città lasciate all’incuria<br />
-	Preservare rinvenimenti archeologici incustoditi ricettacolo di rifiuti<br />
-	Mettere in atto azioni concrete di attivismo ecologista non violento al servizio della collettività. Il concetto alla base di queste azioni, secondo Francesco De Cesare, è quello di attivarsi concretamente per contribuire a migliorare la propria città attraverso piccole ma significative azioni a “costo zero” ma a beneficio della collettività”, in cui ognuno attraverso il proprio operato può contribuire in maniera concreta al benessere sociale, andando oltre la semplice e poco proficua lamentela comune.<br />
Tra gli ultimi interventi in città ci è stato segnalato quello nei pressi della stazione della futura metropolitana di Salerno nell’area antistante la fermata della stazione Mercatello, dove sono state piantate fiori e piante e ripulita l’intera area. Tale intervento è stato molto apprezzato dai cittadini del circondario tanto che attualmente di quel pezzo di verde se ne occupano giornalmente alcune persone del quartiere, segno che azioni mirate in questo senso sono molto apprezzate dalla gente comune che ha deciso di continuare nel tempo a curare tali spazi.<br />
Questo infatti è lo scopo ultimo del guerriglia gardening iniziare un’azione mirata per sensibilizzare la popolazione con interventi del tipo “one shot”, che diano una scossa, un inizio a dei comportamenti virtuosi di una parte sempre più ampia di cittadini sensibili alle tematiche ambientali. Un frase che sottolinea infatti spesso Francesco De Cesare durante l’intervista  è proprio la FAME DI VERDE che hanno i cittadini, la voglia di respirare aria pulita, di occuparsi in prima persona attivamente dell’ambiente secondo il principio per cui ogni piccola azione può portare ad un grande lavoro.<br />
Idee semplici, a costo zero e di facile attuazione che ognuno di noi e a vari livelli (ente pubblico, associazioni,  semplici cittadini) può mettere in opera; in particolare le associazioni o le scuole  potrebbero occuparsi di aree verdi della città da “adottare” e di cui prendersene cura, mentre ognuno individualmente può dare il proprio contributo continuando ad occuparsi attivamente delle aree oggetto degli interventi di guerriglia gardening.<br />
Filippo Ispirato</p>
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		<title>Salerno anni ’60 ’70</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Sep 2010 12:55:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ErreGiStudio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I preziosi scatti di Michele Adinolfi contenuti in questa raccolta raccontano la Salerno del dopo Boom economico sino al terremoto del 1980. E’ l’affresco della provincia italiana e le tante “sottigliezze” che l’obiettivo e soprattutto l’occhio hanno saputo cogliere, con tutta la possibile empatia, l’estrema sensibilità, la grandezza formale, l’attenzione costante verso la realtà e le persone che non smettono di interessarci ed incuriosirci. Difficile non amarle, in esse è viva la produzione di Adinolfi che deriva dalla sua cultura e dal suo essere un fotoreporter. Un pericolo nella fotografia di strada è costituito dagli stereotipi, come la gente che legge, telefona, fotografa, consulta cartine stradali, si bacia o stende una mano per ricevere un acquisto o per pagare. In Adinolfi non troveremo mai questi luoghi comuni. Le sue opere interagiscono profondamente con l’osservatore. Ognuna di queste foto, infatti, lasciano una curiosa implicazione, una complicità che porta a interrogarsi:” Ma come andrà a finire?”. Alcune sembrano foto di scena, ne riconosciamo subito l’ambientazione, la trama sottile, le implicazioni psicologiche. Nelle istantanee notturne, è il reporter che emerge ad immortalare le retate della buon costume in pieno centro. Altre hanno il profilo di un bambino che prega devoto all’altare dell’Annunziata. Nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/michele_adinolfi.jpg" target="_blank"><img class="alignleft size-medium wp-image-51" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="Michele Adinolfi" src="http://www.assonoi.it/wp-content/uploads/2011/06/michele_adinolfi-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a>I preziosi scatti di Michele Adinolfi contenuti in questa raccolta raccontano la Salerno del dopo Boom economico sino al terremoto del 1980.</p>
<p>E’ l’affresco della provincia italiana e le tante “sottigliezze” che l’obiettivo e soprattutto l’occhio hanno saputo cogliere, con tutta la possibile empatia, l’estrema sensibilità, la grandezza formale, l’attenzione costante verso la realtà e le persone che non smettono di interessarci ed incuriosirci.</p>
<p>Difficile non amarle, in esse è viva la produzione di Adinolfi  che  deriva dalla sua cultura e dal suo essere un fotoreporter. Un pericolo nella fotografia di strada è costituito dagli stereotipi, come la gente che legge, telefona, fotografa, consulta cartine stradali, si bacia o stende una mano per ricevere un acquisto o per pagare.</p>
<p>In Adinolfi non troveremo mai questi luoghi comuni. Le sue opere interagiscono profondamente con l’osservatore. Ognuna di queste foto, infatti,  lasciano una curiosa implicazione, una complicità che  porta a interrogarsi:” Ma come andrà a finire?”.</p>
<p>Alcune sembrano foto di scena, ne riconosciamo subito l’ambientazione, la trama sottile, le implicazioni psicologiche.</p>
<p>Nelle istantanee notturne, è il reporter che emerge ad immortalare le retate della buon costume in pieno centro.</p>
<p>Altre hanno il profilo di un bambino che prega devoto all’altare dell’Annunziata.</p>
<p>Nei paesaggi urbani sono le strade lastricate, il nero profilo delle serrande  o quello bianco del marciapiede lungo un’erta salita, a guidare con forza magnetica l’occhio che s’inoltra nelle profondità dello spazio. La bellissima immagine dell’asfalto bagnato in corso Garibaldi ci regala l’ istantanea di un epoca, oltre che la figura di un ciclista che sembra pedalare in un canale.</p>
<p>Le cupe groppe del cementificio, che sorgeva come una cattedrale al posto del Grand’Hotel Salerno. Ogni fotografia mostra la bellezza, il mistero e la poetica di una città , i vecchi quartieri della zona orientale, il fossato della ferrovia e più in generale un paesaggio frutto di una presenza umana ‘assente’ che riempie spazi apparentemente vuoti.</p>
<p>La luce gioca con i riflessi e le ombre, le linee delle architetture e le superfici apparentemente immobili, rendono evidente la continua osmosi architettonica ed urbanistica che fa di quest’area di confine tra la vecchia e la nuova città, una stimolante realtà in trasformazione.</p>
<p>Infine, salta agli occhi dell’attento lettore la storia operaia della città di Salerno, dei cassintegrati del pastificio Scaramella, un cartello evocativo recita : “resisteremo un minuto in più del padrone” non fu così, forse unica nota veramente nostalgica di questo bellissimo viaggio per immagini sognato da Michele Adinolfi.</p>
<p>Filippo Trotta</p>
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