Questo prodotto finanziario può rappresentare, in questo momento economico, una modalità di investimento sicura e con un minimo garantito – L’operazione potrebbe anche essere un’alternativa ai titoli di stato e ai classici pronti contro termine
Al giorno d’oggi stiamo vivendo un momento economico caratterizzato da una ripresa che stenta a decollare e da tassi di interesse particolarmente bassi. Tutto ciò se da un lato favo-risce l’indebitamento e chi si trova a pagare le rate di un mutuo per acquisto casa, dall’altro pone chi vuole investire le sue disponibilità davanti alla scelta di non avere dei rendimenti elevati che possano permettere di ottenere un’adeguata remunerazione del proprio capitale se non aumentando il livello di rischio del proprio portafoglio attraverso una quota di investimenti in prodotti azionari.
Questa affermazione risulta ancora più vera quanto maggiore è la nostra avversione al rischio e alla volatilità dei rendimenti e abbiamo un profilo di rischio PRUDENTE.
In tal caso abbiamo davanti a noi poche alternative rappresentate dalle offerte in Pronti Contro Termine, dal tasso di interesse attivi sui Conti Correnti o Conti Depositi on Line e dai Titoli di Stato. Per quanto riguarda i Pronti contro Termine e i tassi creditori concorrenziali sui C/C di solito sono delle offerte riservate a nuovi clienti degli istituti bancari (in tal caso parliamo di offerte per il cosiddetto Denaro Fresco) e di durata molto limitata al massimo 12 mesi (ma generalmente coprono un arco temporale di 3 – 6 mesi), mentre per quanto riguarda i Titoli di Stato siamo davanti all’alternativa dei Bot (per scadenze inferiori all’anno) o ai titoli CCT e BTP di durata maggiore ma che, come altri titoli di medio lungo periodo, hanno una quotazione sul mercato obbligazionario e possono comportare una perdita in conto capitale se smobilizzati prima della loro naturale scadenza.
Inoltre, sia per i Pronti Contro Termine che per i Titoli di Stato è obbligatoria l’apertura di un deposito titoli con il conseguente obbligo di pagare allo Stato 34,20 Euro di bolli annui, cosa che comporta, soprattutto in caso di investimenti sotto i 10.000 Euro una limatura dei rendimenti abbastanza consistente.
Per la clientela con un profilo di rischio basso un’alternativa da valutare può essere rappresentata dagli Investimenti Assicurativi denominati Polizze a Gestione Separata Rivalutabili. Di che tipo di investimento si tratta e che caratteristiche hanno? Quali sono i suoi pro e i suoi contro?
Queste Polizze sono delle gestioni di fondi obbligazionari che garantiscono ogni anno un rendimento pari al maggiore tra il risultato della gestione obbligazionaria e un minimo garantito annuo (che di solito è abbastanza vicino al rendimento dei bot semestrali o annuali).
Schematizzando si possono andare ad analizzare gli aspetti positivi del prodotto finanziario, che sono di gran lunga superiori ai loro limiti:
- Durata Investimento: è pari a 12 mesi, oltre tale data l’investimento e smobilizzabile in qualsiasi momento retrocedendo al cliente il capitale investito più gli interessi attivi maturati fino al giorno dello smobilizzo
- Garanzia del capitale: questi investimenti prevedono la garanzia del capitale versato al netto delle eventuali commissioni iniziali pagate (tale clausola è presente su tutti i contratti)
- Rendimento minimo garantito riconosciuto anno per anno dalla compagnia assicurativa
- Impignorabilità ed insequestrabilità delle somme investite, in quanto tali somme non possono essere sottoposte ad azione esecutiva o cautelare
- Costi ridotti in quanto non è necessario aprire un deposito titoli o un conto corrente per accedere a tale investimento (non si pagano quindi i bolli allo Stato)
- Tassazione al 12,5% differita sui profitti maturati solo al momento della chiusura o dello smobilizzo parziale
- Tali investimenti, grazie alla loro componente assicurativa, danno la possibilità al sottoscrittore di nominare uno o più beneficiari del capitale maturato a scadenza, anche fuori dall’asse ereditario
I limiti, pochi, sono rappresentati dal capitale minimo da investire, che di solito si aggira tra i 2.500 Euro ed i 5.000 Euro e dal vincolo obbligatorio di mantenimento dell’investimento per i primi 12 mesi.
Filippo Ispirato



1 comment
MARIO says:
lug 19, 2011
AROMENTO INTERESSANTE E ATTUALE VISTE LE NOVITA’ IN TEMA DI INVESTIMENTI DELLA NUOVA MANOVRA FINANZIARI CON I BOLLI SUI DEPOSITI TITOLI SALITI ALLE STELLE